OFFICIAL OPENING

SUMMER 2022   

SUMMER 2022   

For further information about your booking:
reservation@hortorestaurant.com

For further information about your booking:
reservation@hortorestaurant.com

An embracing fine dining cuisine driven by the philosophy of Ethical Time.
On the rooftop of @TheMedelan, via San Protaso n.5, 20121, Milano.

An embracing fine dining cuisine driven by the philosophy of Ethical Time. On the rooftop of @TheMedelan, via San Protaso n.5, 20121, Milano.

for general info: ciao@hortorestaurant.com

What is Horto

A due passi dal cielo nasce Horto Restaurant,
in cima all’esclusivo The Medelan

A due passi dal cielo nasce Horto Restaurant, in cima all’esclusivo The Medelan

HORTO PHILOSOPHY

HORTO PHILOSOPHY

Fondato sulla Filosofia del Tempo Etico, Horto valorizza la dimensione locale attraverso la selezione di materie prime stagionali e il coinvolgimento degli ‘orti lombardi’: cascine, caseifici e agricoltori a non più di un’ora di distanza. Un invito a gustare una nuova esperienza gastronomica all’insegna dell’etica. Horto è un locus amoenus nel cuore pulsante di Milano, qui la natura e l’ingegno dell’uomo si fondono in un’unica opera mossa da criteri di armonia, dove godere di un prezioso momento di evasione in un microcosmo sensoriale (im)perfetto.

Garante del progetto, il cui obiettivo è creare un nuovo modello internazionale di rispettosa sinergia tra cucina e territorio, è lo chef altoatesino Norbert Niederkofler, alla direzione strategica ed operativa del ristorante con la holding Mo-Food.

AWAKENING

Il risveglio dei sensi, con il menù alla carta solo per il pranzo al Sole, nei tavoli del bistrot di Horto.

Opzione Menu a pacchetto, scelta dal menu Awakening di un piatto, un’insalata, acqua e caffè.
50 euro

SAVORING

La scoperta, con il menù degustazione serale da 5 portate del ristorante Horto.
145 euro

5 vini in abbinamento
55 euro

KNOWING

Una nuova consapevolezza, con il menù degustazione serale da 7 portate del ristorante Horto
195 euro

7 vini in abbinamento
75 euro

AWAKENING

Il risveglio dei sensi, con il menù alla carta solo per il pranzo al Sole, nei tavoli del bistrot di Horto.

Opzione Menu a pacchetto, scelta dal menu Awakening di un piatto, un’insalata, acqua e caffè.
50 euro

SAVORING

La scoperta, con il menù degustazione serale da 5 portate del ristorante Horto.
145 euro

5 vini in abbinamento
55 euro

KNOWING

Una nuova consapevolezza, con il menù degustazione serale da 7 portate del ristorante Horto
195 euro

7 vini in abbinamento
75 euro

BOOK NOW

Tutti gli elementi che compongono Horto, dalla cucina, agli interni, al paesaggio outdoor, seguono una direzione di sperimentazione e sostenibilità.

WHERE EXPERIENCE AND
INNOVATION INTERSECT

Tutti gli elementi che compongono Horto, dalla cucina, agli interni, al paesaggio outdoor, seguono una direzione di sperimentazione e sostenibilità.

Un’esperienza distensiva, piacevole e multisensoriale che aiuti a ritrovare l’armonia, fuori e dentro la metropoli urbana.

A new gastronomic experience

Un’esperienza distensiva, piacevole e multisensoriale che aiuti a ritrovare l’armonia, fuori e dentro la metropoli urbana.

A new gastronomic experience

A synergy between kitchen and territory, a relationship of knowledge, respect and ethics.

A synergy between kitchen and territory, a relationship of knowledge, respect and ethics.

– Horto Bistrot sarà aperto al pubblico ad autunno 2022 –

– Horto Bistrot sarà aperto al pubblico ad autunno 2022 –

Dorati e brillanti come il sole, candidi e immacolati come la luna. Il dente di leone e il soffione sono i simboli
di un viaggio metamorfico fra il giorno e la notte, da Sole a Horto.

Sole, il bistrot di Horto, è in funzione durante le ore diurne con una proposta di menu à la carte, per godere delle meraviglie del giorno.

Dorati e brillanti come il sole, candidi e immacolati come la luna. Il dente di leone e il soffione sono i simboli
di un viaggio metamorfico fra il giorno e la notte, da Sole a Horto.

Sole, il bistrot di Horto, è in funzione durante le ore diurne con una proposta di menu à la carte, per godere delle meraviglie del giorno.

NORBERT
NIEDERKOFLER

NORBERT
NIEDERKOFLER

NORBERT NIEDERKOFLER

NORBERT NIEDERKOFLER

STEFANO FERRARO 

Executive Chef

Ferraro lascia l’Italia per l’inghilterra a soli 21 anni, dopo aver concluso gli studi alberghieri.

Durante i tre anni e mezzo trascorsi a Londra colleziona una serie di esperienze significative in diversi ristoranti stellati. Decide poi di trasferirsi in Asia, dove trascorre un anno ad Hong Kong e due anni e mezzo in Giappone alla corte di Maeda San al Collage (una stella Michelin). Dopo l’esperienza in Giappone, lavora a due nuove aperture in un solo anno, a Dubai e Sydney, con lo chef Jason Atherton.

A Sydney incontro René Redzepi che gli offre la posizione, prima di sous chef, e poi di Capo Pasticcere al noma di Copenaghen, dove Ferrero rimarrà per quasi cinque anni.

Alla fine del 2020 rientra in Italia dove apre la sua prima attività, Loste Cafè, dove è tuttora coinvolto a livello gestionale, ma non più operativo.

ALBERTO TOÈ

Head Chef e responsabile dello sviluppo del menù.

La cucina di casa ha un ruolo importante nel percorso di Toè. Un legame inconscio, quello con sapori e profumi dell’infanzia, che si tramuta in solida consapevolezza in età adolescenziale, quando preferisce l’istituto alberghiero a quello enologico. Già allora, infatti, Toè era profondamente attratto dal cibo, dalla possibilità di trasformarlo in arte e concetto.

Durante gli studi alberghieri frequenta le cucine di alcuni locali della zona; poi approda in stage al Ristorante di Igles Corelli, al Ristorante Malga Panna della famiglia Donei e, dopo il diploma, al Ristorante La Stüa de Michelin della famiglia Costa. Appena ventunenne raccoglie la prima sfida in solitaria assumendo le redini del “Med” Treviso. Prosegue la sua carriera attraverso esperienze con: Martin Berasategui, Andreas Caminada (un’esperienza che l’ha segnato molto, sul piano lavorativo e culturale), Nuno Mendes, Pietro Leeman, Norbert Niederkofler del St. Hubertus alla conquista delle tre stelle Michelin, e Le Cementine (all’interno di H-FARM, azienda di tecnologia, marketing e education, dove era chef e responsabile).

Determinante è poi l’esperienza in Uganda con la Fondazione “Insieme si può”. L’Africa lo segna profondamente, soprattutto sul tema dello spreco e del recupero alimentare.

STEFANO FERRARO 

Executive Chef

Ferraro lascia l’Italia per l’inghilterra a soli 21 anni, dopo aver concluso gli studi alberghieri.

Durante i tre anni e mezzo trascorsi a Londra colleziona una serie di esperienze significative in diversi ristoranti stellati. Decide poi di trasferirsi in Asia, dove trascorre un anno ad Hong Kong e due anni e mezzo in Giappone alla corte di Maeda San al Collage (una stella Michelin). Dopo l’esperienza in Giappone, lavora a due nuove aperture in un solo anno, a Dubai e Sydney, con lo chef Jason Atherton.

A Sydney incontro René Redzepi che gli offre la posizione, prima di sous chef, e poi di Capo Pasticcere al noma di Copenaghen, dove Ferrero rimarrà per quasi cinque anni.

Alla fine del 2020 rientra in Italia dove apre la sua prima attività, Loste Cafè, dove è tuttora coinvolto a livello gestionale, ma non più operativo.

ALBERTO TOÈ

Head Chef e responsabile dello sviluppo del menù.

La cucina di casa ha un ruolo importante nel percorso di Toè. Un legame inconscio, quello con sapori e profumi dell’infanzia, che si tramuta in solida consapevolezza in età adolescenziale, quando preferisce l’istituto alberghiero a quello enologico. Già allora, infatti, Toè era profondamente attratto dal cibo, dalla possibilità di trasformarlo in arte e concetto.

Durante gli studi alberghieri frequenta le cucine di alcuni locali della zona; poi approda in stage al Ristorante di Igles Corelli, al Ristorante Malga Panna della famiglia Donei e, dopo il diploma, al Ristorante La Stüa de Michelin della famiglia Costa. Appena ventunenne raccoglie la prima sfida in solitaria assumendo le redini del “Med” Treviso. Prosegue la sua carriera attraverso esperienze con: Martin Berasategui, Andreas Caminada (un’esperienza che l’ha segnato molto, sul piano lavorativo e culturale), Nuno Mendes, Pietro Leeman, Norbert Niederkofler del St. Hubertus alla conquista delle tre stelle Michelin, e Le Cementine (all’interno di H-FARM, azienda di tecnologia, marketing e education, dove era chef e responsabile).

Determinante è poi l’esperienza in Uganda con la Fondazione “Insieme si può”. L’Africa lo segna profondamente, soprattutto sul tema dello spreco e del recupero alimentare.

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